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01/05/2010
IN ITALIA AUMENTANO LE SPIAGGE APERTE AI CANI, MA SONO ANCORA TROPPO POCHE

Buone notizie per i quattrozampe: le spiagge “amiche degli animali” sono aumentate, passando dalle 46 del 2008 alle 58 del 2010. A renderlo noto è l’Ente Nazionale Protezione Animali che ha celebrato ad Alassio (Savona) il 140ennale della sua fondazione con la posa di una piastrella commemorativa sul famoso “muretto” di via Dante; una vera e propria “Hall of Fame” con le “firme” di alcune tra le più autorevoli personalità del ventesimo e ventunesimo secolo. «L’aumento delle spiagge accessibili ai cani è incoraggiante e conferma la tendenza che vede il nostro Paese sempre più attento alle esigenze degli animali e dei loro proprietari. Tuttavia possiamo essere soddisfatti solo a metà, poiché in Italia le spiagge per Fido sono ancora troppo poche e i quattrozampe continuano a fare i conti con molte restrizioni», ha detto Marco Bravi, responsabile del Centro Nazionale Comunicazione e Sviluppo di Enpa che ha aggiunto: «monitorare questa realtà è molto difficile: i numeri possono cambiare da una stagione all’altra. Ciononostante i dati in nostro possesso, che pure non hanno la pretesa di assicurare una copertura totale, rispecchiano abbastanza fedelmente la realtà italiana.» Ciò che colpisce non è soltanto il rapporto tra l’estensione costiera totale del nostro Paese e le spiagge aperte ai cani – oltre 7mila km di coste a fronte di una sessantina di “stabilimenti” – ma la grande disomogeneità tra una regione e l’altra. Se Toscana (15 spiagge), Emilia (13) e Liguria (11) guidano la classifica di quelle più virtuose, invece Campania, Basilicata e Molise continuano ad accusare pesantissimi ritardi. Bene anche Marche e Abruzzo che, pur avendo un numero inferiore di strutture – rispettivamente 5 e 3 – dal 2008 al 2010 hanno incrementato la loro offerta. Le spiagge per “Fido”, tuttavia, non sono una prerogativa esclusiva delle località balneari. Infatti, regioni come Piemonte e Lombardia, che pure non hanno sbocco al mare, si sono comunque organizzate per accogliere gli animali sulle rive dei loro laghi (1 in Piemonte, 3 in Lombardia). E tra le località “più virtuose” c’è proprio la città di Alassio, per questo premiata dall’Enpa con la consegna di una targa all’Assessore al Turismo del Comune di Alassio, Monica Zioni. «E’ con grande piacere, – ha detto Zioni ricevendo il riconoscimento – che ospitiamo ad Alassio uno degli eventi organizzati per festeggiare i 140 anni di fondazione dell’Enpa. A partire dallo scorso anno, grazie alla preziosa collaborazione con l’Enpa, abbiamo avviato un percorso che ha l’obiettivo di migliorare l’accoglienza degli amici a quattro zampe con servizi dedicati, spazi attrezzati e regole di condotta per il rispetto dell’ambiente.» «Lo scorso anno – ha aggiunto Zioni - abbiamo inaugurato una nuova spiaggia, il Bau Beach “la Scogliera”, che offre servizi per i cani e abbiamo lanciato il marchio ”Alassio, Città degli Animali”, un contrassegno di qualità per le aziende e gli esercizi pubblici che garantiscono gli standard qualitativi indicati nell’”Abbecedario del cane educato”. Questa iniziativa ci permetterà di rafforzare il profilo della città nel mercato turistico dog-friendly, una nicchia in crescita, che riteniamo importante intercettare e far confluire sul nostro territorio.» «Il riconoscimento assegnato alla città di Alassio – ha concluso la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – è stato pensato, nell’anno delle celebrazioni del 140ennale dell’Enpa, per inaugurare un appuntamento ricorrente. Premiare i comuni più virtuosi, quelli che ogni anno maggiormente si distinguono per l’incremento delle spiagge aperte ai cani, vuol essere non solo uno stimolo per i nostri amministratori locali a impegnarsi sul fronte della tutela degli animali, ma un ulteriore strumento per combattere la piaga del randagismo. Sono infatti convinta che potenziare i servizi di accoglienza contribuisca a rinsaldare il legame affettivo tra uomini e cani, migliorandone l’interazione.» (30 aprile)


 

01/04/2010
1 APRILE 2011 IL CENTOQUARANTENNALE DELL'ENPA

Oggi 1° aprile l'Enpa compie centoquaranta anni. L'Ente Nazionale Protezione Animali, che allora si chiamava Società per la Protezione degli Animali, fu infatti fondato il 1° aprile del 1871 da Giuseppe Garibaldi - dieci anni dopo l'Unità d'Italia e cinque mesi prima della “Breccia di Porta Pia” -, con una lettera inviata al suo medico personale, Timoteo Riboli. “Mio caro Riboli ti prego di istituire la società annoverando la signora Winter quale presidente e il sottoscritto quale socio”, così scrisse “l'Eroe dei due Mondi” in quello che è considerato l'atto di nascita della Protezione Animali. Lo statuto, tradotto in quattro lingue (italiano, inglese francese e tedesco) fu stampato dalla storica tipografia Vincenzo Bona di Torino, città doveva aveva allora sede la Società per la Protezione degli Animali. “Giuseppe Garibaldi - spiega Carla Rocchi, presidente nazionale dell'Enpa - prese questa iniziativa dopo essersi impietosito alla vista di due muli che arrancavano intorno a una macina. Egli ebbe dunque il merito non soltanto di riunire gli italiani sotto la stessa bandiera ma anche di promuovere e diffondere l'impegno animalista”. Da allora la storia dell'Enpa ha seguito di pari passo del vicende del nostro Paese. Nel 1938 la Protezione fu nazionalizzata e la sede trasferita a Roma – dove si trova anche oggi – per essere poi trasformata, nel 1954, in ente Pubblico. Venticinque anni, nel 1979, dopo la Protezione Animali divenne a tutti gli effetti un'associazione privata, riconosciuta dalla Stato come ente morale. Oggi l'Enpa, che non riceve contributi pubblici, è un'organizzazione ramificata e profondamente radicata in tutto il Paese. Può contare su una struttura formata da oltre 150 Sezioni in tutta Italia, sul contributo di oltre 60mila tra soci e sostenitori, sulla dedizione di tremila volontari attivi e di circa trecento Guardie Zoofile, impegnate nella prevenzione e nella repressione dei crimini contro gli animali. “Per celebrare una ricorrenza così importante come il nostro centoquarantennale – prosegue Rocchi – abbiamo previsto un nutrito calendario di iniziative. Particolarmente significativa l'azione di Isotta, la prima unità mobile di soccorso per gli animali vittime delle catastrofi, che deve il nome alla prima gatta salvata dai volontari Enpa tra a Onna dopo la tragica scossa di terremoto che colpito l'Abruzzo. Presentata il 21 febbraio a Milano, Isotta sarà impegnata in un tour nazionale per sostenere la creazione del 118 veterinario, che partirà proprio domani 2 aprile da Monza. Sono sicura che il nostro fondatore sarebbe di fiero di Isotta, e di quanto abbiamo fatto e facciamo per proteggere gli animali.” (1 aprile)

 


 

26/01/2010
ENPA, ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI: ROCCHI E VILLA RIELETTI PRESIDENTE E TESORIERE

Carla Rocchi e Piero Villa sono stati rieletti rispettivamente Presidente Nazionale e Tesoriere Nazionale di Enpa Onlus. La rielezione è avvenuta nel corso dell'Assemblea Generale dei Soci che si è tenuta domenica 23 gennaio a Genova. L'Assemblea ha inoltre eletto il nuovo Consiglio Nazionale e il Collegio dei Revisori dei conti. Fanno parte del Consiglio Nazionale i soci Giovanni Pallotti, Marco Innocenti Degli, Angela Pia Mori Gialdi, Giorgio Riva, Rossella Minio, Roberto Martano, Anna Maria Procacci, Evi Mibelli, Emanuele Deiana, Antonio Fascì, Antonio Tringali, Giovanni Pacini e Paola Matrigali Tintori. Del Collegio dei Revisori dei conti fanno invece parte Guido Mantellini, Giovanni Bergonzoni e Massimiliano Suprani. L'Assemblea è stata aperta dalla Presidente Nazionale Rocchi con la lettura di tre indirizzi di saluto giunti dal Ministro degli Esteri, Franco Frattini, dal Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambila e del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.

L'Assemblea dei Soci di Genova ha visto una straordinaria partecipazione con ben 2.532 iscritti alla Protezione Animali. Di seguito le preferenze riportate:


PRESIDENTE NAZIONALE
Carla ROCCHI, 2.397 preferenze

TESORIERE NAZIONALE
Piermario VILLA, 1.898 preferenze

CONSIGLIO NAZIONALE
Giovanni PALLOTTI, 1.978 preferenze
Marco INNOCENTI DEGLI, 1.728 preferenze
Angela Pia MORI GIALDI, 1.680 preferenze
Giorgio RIVA, 1.628 preferenze
Rossella MINIO, 1.624 preferenze
Roberto MARTANO, 1.617 preferenze
Annamaria PROCACCI, 1.541 preferenze
Evi MIBELLI, 1.512 preferenze
Emanuele DEIANA 1.450 preferenze
Antonio FASCI', 1.395 preferenze
Antonio TRINGALI, 1.360 preferenze
Giovanni PACINI, 1.192 preferenze
Paola MATRIGALI TINTORI, 1.050 preferenze

Non eletti:
Nunzio CASCAVILLA, 694 preferenze
Irene TIBURZI, 693 preferenze
Cataldo PARADISO, 603 preferenze
Carlo LOCATELLI, 509 preferenze
Claudio LOCURATOLO, 406 preferenze

COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Guido MANTELLINI, 1.462 preferenze – Membro effettivo
Giovanni BERGONZONI, 1.293 preferenze – Membro effettivo
Massimiliano SUPRANI, 1.239 preferenze – Membro effettivo
Alessia GAGGERI, 488 preferenze – Membro supplente
Patrizia BANDETTINI, 406 preferenze – Membro supplente

 


 

23/01/2011
Maltrattamenti: il Senato cancella pene per amputazioni estetiche

Una legge controversa: da una parte intensifica le sanzioni contro il commercio di cuccioli dall’est, dall’altro permette il ritorno di amputazioni di code e orecchie.

Si torna a parlare dell’emendamento con cui l’Italia ha recepito una direttiva europea sul benessere animale, ancora una volta facendo un po’ di confusione.
Se da una parte l’obiettivo è stato raggiunto, con sanzioni più severe contro i trafficanti di cuccioli dall’est europeo, dall’altra viene cancellata una parte importante: proprio le frasi che vietavano amputazioni per motivi estetici degli “amici" a quattro zampe.
Possedere un animale, purtroppo, è ancora un fattore di moda e di business: fino a qualche anno fa era routine acquistare cani ai quali erano state amputate parti di orecchie e coda, in modo da renderli “tipici” e facilmente riconducibili ad una particolare razza, una su tutti, i doberman.
Ad un certo punto sembrava che l’Italia fosse pronta a fare un passo verso la civiltà, definendo illegali queste pratiche e mettendo fine a queste mode: ed in effetti per un po’ di anni la legge ha stabilito l’obbligo per veterinari e allevatori di non intervenire chirurgicamnete per fini estetici.
Il legislatore aveva infatti stabilito che il taglio di orecchie, corde vocali, denti e altre estremità, che non fosse giustificato da fini terapeutici, fosse un reato da sanzionare pesantemente.
Ultimamente però la questione è di nuovo alla ribalta: il Senato ha infatti approvato il disegno di legge che elimina le sanzioni a chi applica queste barbare pratiche, risollevando la possibilità di reintrodurre in Italia il taglio di coda e orecchie agli animali di proprietà.
La questione è rimessa alla Camera, che dovrà decidere se riapprovare questa formula, o fare delle modifiche ad alcuni contenuti.
Se dunque la legge doveva rappresentare un serio passo in avanti contro i maltrattamenti di animali e il commercio senza scrupoli di cuccioli provenienti dall’Est Europa, risulta davvero strano che proprio in questa occasione il Senato abbia riammesso le amputazioni: forse questi non sono considerati maltrattamenti.

(fonte www.virgilio.it)